Catena di montaggio carbon neutral Audi Bruxelles.

La CO₂ è la valuta del futuro.

Nell’era della mobilità elettrica la decarbonizzazione diventa un vantaggio competitivo. In che modo Audi riduce la sua carbon footprint e perché questo costituisce la base per il futuro dell'azienda: uno sguardo alla nuova strategia "Consistently Audi”.

I cambiamenti climatici riguardano tutti.

I cambiamenti climatici: forse la sfida più grande per l’umanità nel XXI secolo. Audi si assume le proprie responsabilità e intende diventare protagonista della soluzione del problema. Questa vision presuppone obiettivi chiari, dinamismo e unanimità in seno all'azienda. Perciò Audi fa espressamente propri gli obiettivi dell’Accordo sul clima di Parigi.

Un comportamento responsabile si traduce in un vantaggio competitivo sul mercato finanziario.

La coscienza ecologica è cresciuta – non solo nella società e nella politica, ma sempre più anche sul mercato finanziario. “La borsa ci racconta dove si svolge il futuro”, spiega l’asset manager orientato ai valori e CEO di Globalance Bank Reto Ringger a colloquio con Bram Schot, CEO di Audi. “Gli investitori acquistano le azioni perché presumono che le aziende si interessino delle nuove sfide economiche, sociali ed ecologiche e che adeguino rapidamente il loro business model”. Se fino a pochi anni fa in borsa la misura delle cose era data ancora da fatturato ed EBIT, oggi il quadro è più vario. Lo si vede dall’importanza crescente assunta a livello mondiale dai fattori “Environment, Social, Governance”, in breve ESG, nelle decisioni di investimento.

ESG sta per comportamento responsabile con effetti positivi per l’ambiente e la società. Secondo una stima riportata da Forbes, attualmente 20 bilioni di dollari sono investiti in prodotti che rispettano i criteri ESG – una tendenza in considerevole crescita! Assumendo la carbon fooprint, letteralmente “l’impronta di CO₂”, come indice, la sostenibilità diventa misurabile e valutabile per le aziende. Audi riduce la propria impronta di CO₂ con determinazione, per salvaguardare la propria competitività ma soprattutto per assolvere alla propria responsabilità sociale

Suv Audi in catena di montaggio a Bruxelles.

La vision: il bilancio carbon neutral* come parte del DNA di Audi.

Audi tiene conto dell’intero ciclo di vita dei propri modelli, spaziando dai fornitori alla produzione, fino all’utilizzo e al riciclo. La Casa dei quattro anelli mira a una mobilità totalmente sostenibile e a un bilancio carbon neutral di tutte le attività produttive del Brand entro il 2050.

Vista dalla prospettiva odierna, la mobilità elettrica è un fattore chiave per una mobilità pulita e climaticamente neutra. Perciò Audi e-tron è solo l’inizio dell’offensiva elettrica sferrata dai Quattro Anelli: entro la fine del 2020 Audi presenterà dodici modelli a elevata elettrificazione, di cui cinque auto elettriche e sette ibride plug-in. Entro il 2025, la “famiglia” a elevata elettrificazione crescerà sino a includere 30 modelli.

Audi sfrutterà l’esperienza accumulata nello sviluppo di Audi e-tron. Già con Audi e-tron Sportback adeguerà la produzione e aumenterà la velocità della catena di montaggio.

Verso l’elettrico con determinazione

Entro il 2020

12

modelli a elevata elettrificazione

Entro il 2025

30

modelli a elevata elettrificazione

Nel 2025

40

%

di incidenza dei modelli a elevata elettrificazione sulle vendite

Una finestra sulla della Audi e-roadmap: dal segmento compatto premium al top di gamma.

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  • Audi e-tron è il punto di partenza per la mobilità elettrica. La prima mondiale ha avuto luogo nel settembre 2018 negli USA. Audi e-tron è una pioniera della nuova era. Entro la fine del 2020 Audi presenterà in totale dodici modelli a elevata elettrificazione, di cui cinque auto elettriche e sette ibride plug-in.

  • Audi e-tron GT concept dimostra quanto la mobilità elettrica possa essere sportiva e desiderabile.

  • Audi e-tron Sportback, dinamico SUV coupé con una potenza di 300 kW.

  • Q4 e-tron concept è un esempio paradigmatico di modello premium basato sull’architettura MEB, la piattaforma di elettrificazione modulare del Gruppo Volkswagen.

  • Nella sua offensiva elettrica Audi punta con determinazione anche sull’ampliamento della gamma PHEV. Al Salone dell’Auto di Ginevra 2019 l’azienda ha presentato al vasto pubblico i modelli ibridi plug-in Q5 TFSI e, A6 L TFSI e, A7 Sportback TFSI e ed A8 L TFSI e.

La CO₂, la nuova valuta

L’offensiva elettrica rappresenta un grosso impegno finanziario in quanto i veicoli elettrici ed elettrificati hanno costi di produzione (ancora) relativamente elevati, per via dell’alto costo delle batterie. Tuttavia è evidente che concentrarsi sulla mobilità elettrica conviene, dato che i veicoli con motore a combustione costeranno nettamente di più dal 2021, quando nell’UE entrerà in vigore il nuovo valore limite di CO₂ per le flotte. Le emissioni per auto di biossido di carbonio saranno limitate a 95 grammi al chilometro. Per valori superiori a tale limite, i produttori dovranno pagare 95 euro per ogni grammo in più per auto. Sulla CO₂ viene così applicato il cartellino del prezzo. Per Audi questo significa che la CO₂ sarà presa maggiormente in considerazione nel calcolo dei costi di prodotto, diventando un fattore di costo attivo. Questo si ripercuoterà negativamente sulla marginalità dei veicoli con motore a combustione con emissioni di CO₂ più alte, mentre costituirà un vantaggio per le auto a elevata elettrificazione a basse o nulle emissioni. Un simile meccanismo determinerà internamente il giusto incentivo allo sviluppo di veicoli più ecologici.

“In futuro stabiliremo coerentemente le priorità del nostro portafoglio prodotti in base al valore capitale e al contributo in termini di CO₂”
- Bram Schot, CEO AUDI AG

Bilancio carbon neutral* su tutta la linea: Bruxelles precursore nel Gruppo.

Lo stabilimento Audi di Bruxelles è il primo sito produttivo dei quattro anelli certificato a bilancio carbon neutral* e internamente al gruppo è un precursore nella decarbonizzazione della produzione: Audi è passata all’elettricità verde già nel 2012 e oggi il 95% del fabbisogno energetico proviene da fonti rinnovabili. Le emissioni che non è possibile evitare vengono compensate da Audi Bruxelles con i cosiddetti progetti carbon credits.

Ciò che è già realtà a Bruxelles, entro la metà di questo decennio sarà possibile anche in tutti gli altri stabilimenti del gruppo Audi. Ad esempio, lo stabilimento della città ungherese di Győr produrrà in regime di bilancio carbon neutral* già dal prossimo anno.

Verniciatura carrozzeria Audi.

Meno CO₂ per una mobilità più sostenibile.

  • La sostenibilità è centrale nella strategia d’impresa di Audi. L’azienda persegue la vision di una mobilità a bilancio carbon neutral*. Per questo viene considerato l’intero ciclo di vita del veicolo.
  • Audi attribuisce un “cartellino del prezzo” alla CO₂ nel calcolo dei costi di produzione. Questo valore si ripercuoterà negativamente sulla marginalità dei veicoli con motore a combustione con le emissioni di CO₂ più alte, mentre costituirà un vantaggio per le auto elettriche. In tal modo Audi crea al suo interno stimoli convincenti, sul piano del prodotto e delle finanze, per favorire lo sviluppo di veicoli più ecologici.
  • Audi e-tron è il modello per una mobilità premium sostenibile. Si tratta del primo veicolo completamente elettrico del marchio ed è prodotto nello stabilimento a bilancio carbon neutral* di Bruxelles. L’esperienza maturata con quest’auto sarà impiegata da Audi per portare più velocemente sul mercato nuovi modelli elettrici e per arrivare a produrre in regime di bilancio carbon neutral* in tutti gli stabilimenti Audi entro la metà di questo decennio. La Casa dei quattro anelli mira a una mobilità totalmente sostenibile e a un bilancio carbon neutral di tutte le attività produttive del Brand entro il 2050.
  • Audi accelera l’elettrificazione della gamma. Già nel 2025 saranno disponibili 20 modelli completamente elettrici.
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Per conseguire un bilancio carbon neutral vengono applicati tre principi. Primo: ridurre la CO₂ in modo efficace e sostenibile. Secondo: evitare le emissioni di CO₂, tra le altre cose passando all’energia da fonti rinnovabili. Terzo: compensare con progetti di salvaguardia del clima soprattutto le emissioni di CO₂ attualmente considerate inevitabili.